Il Grande Squalo Bianco. (shark breaching)

Uno dei primi documentari che mi regalarono da bambino fu -Il Grande Squalo Bianco di Jacques Cousteau- penso di averlo visto un milione di volte, fino a rovinare completamente la Vhs. Da quel documentario son sempre stato attratto da questo magnifico pesce, ho sempre desiderato poterlo ammirare da vicino e provare quel brivido, di cui tutti parlano quando lo si guarda.

Il viaggio in South Africa è nato con l’intenzione di riuscire a fotografare il più grande predatore dei mari, mentre si esibisce nel pittoresco breaching, il salto fuori dall’acqua che utilizzano per cacciare le foche. Il fenomeno si può osservare da marzo a settembre a False Bay (Cape Town).

Il ritrovo è alle 6.30 al molo di Simon’s Town, fa freddo. Dopo circa una ventina di minuti, di navigazione, arriviamo nei pressi di Seal Island, piccola isola che ospita una colonia di foche.

L’isola è circondata da una strana atmosfera, una nebbia fitta, degna dei leggendari film di Steven Spielberg, incute un po’ di terrore, devo ammetterlo.

Ad un tratto scorgo una foca da sola, che comincia a nuotare in modo strano, forse ha notato qualcosa, entra ed esce dall’acqua facendo dei balzi veloci, come per magia dall’acqua vedo emergere uno squalo, non un gran breaching, però l’emozione è grande. Il predatore fallisce l’attacco, a questo punto la foca inizia a fare una danza di sopravvivenza, cerca di scappare continuando ininterrottamente a saltare, mentre lo squalo fa dei salti e sbatte violentemente la coda sull’acqua cercando di colpirla. Dopo qualche minuto lo squalo si arrende e la foca si dilegua rapidamente.

Mentre le speranze di avvistare un altro breaching stavano svanendo, un secondo squalo entra maestosamente in scena, con un salto spettacolare afferra la preda tra i denti e si immerge nelle profondità del mare.

Con l’intensificarsi della nebbia e lo sparir del sole è giunto il momento di portare a casa la foto tanto desiderata, Il Grande Squalo Bianco che afferra la foca.

Per realizzare gli scatti e dar la possibilità a tutti di vedere da molto vicino la scena, i marinai attaccano alla barca, una foca in neoprene. La distanza della foca finta è di circa 10 m; guardando il documentario -Squali voltanti- sembra tutto molto semplice, troppo semplice. Ma per realizzare un bello scatto bisogna tenere conto di tante variabili, in primis le onde che fanno diventare il tutto più difficile. La foca finta segue il moto ondoso, molte volte la si perde anche di vista, senza contare che l’oceano ha un onda molto lunga e da parecchio fastidio facendo oscillare di parecchio la barca, in più si aggiunge il freddo, quella mattina ci saranno stati 5 gradi con il 100% di umidità. Ma forse la parte più difficile è l’essere più reattivi possibili, lo squalo balza fuori dall’acqua a circa 50 km/h senza preavviso, anche con tutte le opportune tecniche è stato molto difficile portare a casa uno scatto degno di nota.

Son stato fortunato quella mattina, dopo una mezzora sdraiato a poppa, per avere la migliore inquadratura possibile, un grandissimo squalo bianco fa la sua apparizione, un breaching mostruoso, un intenso e lungo brivido ha attraversato la mia schiena mentre vedevo la scena nell’otturatore. Lo squalo riuscì ad afferrare subito la foca abbandonandola subito dopo il morso.

Il marinaio prima di tornare sulla terra ferma, mi riferisce che sicuramente si trattava di un maschio sui 4,5/5m di lunghezza, uno squalo immenso a mio avviso, come se una macchina di medie dimensioni sbucasse improvvisamente da un incrocio.

South Africa: terra dalle mille emozioni.

Ritornando da un viaggio in Africa, provo sempre la stessa sensazione di smarrimento.

Pensieri, ricordi, profumi invadono la mia mente; questa Terra lascia dentro di me, uno stato d’animo molto particolare, una voglia incredibile di rimettere piede su quella terra rossa che la caratterizza.

Questa volta il South Africa, mi ha regalato emozioni che rimarranno impressi nella mia mente molto a lungo.

Animali,Paesaggi e città hanno reso questo viaggio molto particolare.

in questo blog cercherò di raccontarvi il mio South Africa, con foto e racconti di un viaggio dai mille colori.

Seguimi.

Panning Estremi..

Partiamo, in tutti i sensi, con la descrizione di una tecnica che amo particolarmente, il Panning.

Cos’è il Panning?.. è quella tecnica utilizzata per riprendere soggetti in movimento cercando di donare un dinamismo all’immagine. In cui presenta una parte mossa, lo sfondo e una parte ferma, il soggetto.

Panning 1/160 200mm – Italy, Misano Adriatico

Come si può notare in questa foto, la moto e il pilota sono perfettamente nitidi, mentre lo sfondo (asfalto, erba e cartelloni pubblicitari) presenta un mosso, che dona un senso di direzionalita all’immagine.

Mentre realizzo un panning in Superbike.

La realizzazione: per realizzare un ottimo panning bisogna essere il più possibili perpendicolari almovimento dell’obbiettivo; in questo caso ci troviamo all’interno della curva, al vertice dell’angolo della traiettoria della moto. Il panning, infatti, consiste nel seguire il soggetto in movimento lungo il suo percorso con la fotocamera; è importantissimo imparare il giusto movimento, evitando oscillazioni e bruschi movimenti, che comporterebbero ad avere un micromosso o una foto da buttare.

Dopo aver spiegato due nozioni sul panning. Quello di cui, però, vorrei parlare oggi è il panning estremo, la tecnica con cui si riesce a regalare alla foto, anche un valore artistico. Metto come esempio alcune foto.

1/15 21mm – USa, New York

In questa foto si può notare, come nn sia presente nessuna parte veramente nitida e a fuoco, ma l’incrocio del mio movimento e quello trasfersale del taxi, ha portato alla creazione di un mosso pennellato.

1/15 17mm – USA New York

In questa fotografia, a differenza della precedente abbiamo una maggiore perpendicolarità del soggetto, il punto di inseguimento principale è l’autista dell’ambulanza. L’effetto di movimento, che si espande ai bordi della foto è dato dal grande angolo di campo, dell’obbiettivo con cui è stata scattata la fotografia.

Tutte e due le foto hanno la particolarità di essere state scattate a 1/15 s, un tempo veramente alto per realizzare un panning, ma proprio questo tempo cosi lungo è riuscito a regalare questo senso di movimento estremo e le varie sfumature.

to be continued…

Destinazione: South Africa

Tra una decina di giorni, partirò per il mio viaggio fotografico estivo; la meta è stata condizionata da un documentario sul grande squalo bianco (Squali Volanti-Discovery Channel) e da un libro, South Africa di Michael Poliza (http://blog.michaelpoliza.com/books/south-africa/) .

La destinazione è il Sudafrica, come si poteva intuire, ho scelto di dividere il viaggio in tre tappe fondamentali: Cape Town, Blyde River Canyon e l’immancabile Kruger.

  • Cape Town: è nota oltre per la sua bellissima cittadina e il territorio circostante, per un fenomeno veramente elettrizzante, lo shark breaching, il famosissimo balzo fuori dall’acqua del grande squalo bianco, si può visionare (dicono) facilmente a False Bay .
  • Blyde River Canyon: terzo canyon per estensione al mondo.
  • Kruger National Park: il più grande parco Sudafricano.

Durante questo viaggio cercherò di postare qualche fotografia in anteprima (sempre che sia possibile) sulla mia pagina Facebook e Twitter, magari riuscirò anche a scrivere un articolo sul blog.

Seguitemi!

Il viaggio