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Una Fotografia x 1 anno di scuola

“La domanda più insistente e urgente della vita è: “Cosa stai facendo per gli altri?”
(Martin Luther King)

Acquistando una fotografia permetterai di mandare a scuola per 1 Anno o 8 mesi o 4 mesi, un bambino nel Campo Profughi di Halabooquad in Somalia.

Lo STORE nasce con l’intento di raccogliere i fondi per l’associazione culturale  Under The Same Sky. 


Acquistando
una mia Fotografia andrai a sostenere il progetto #BUONGIORNOMAESTRO,  progetto di cui sono Vicepresidente dal 2013.

 

Il Progetto #BUONGIORNOMAESTRO ha come
OBIETTIVI:
-Incentivare il tasso di scolarizzazione nei campi;
-Garantire al GECPD in collaborazione con le famiglie dei campi, l’autonomia economica per l’anno accademico.
(qui ulteriori informazioni: https://underthesamesky.me/progetti/ )

Formati di Stampa:
-A2 42×59,4 cm
-A3+ 33×48 cm
-A4 21×29,7 cm

Stampa:
A Getto di inchiostro su Carta Canson Baritata certificata.

Cornici (standard):
Legno, in colorazione Nero opaco da 1,5 x 1 cm con passe-partout nero da 3,5,7 cm.
Legno, in colorazione Nero opaco da 1,5 x 3 cm di spessore.

 

Come Acquistare una FOTOGRAFIA:
Inviami una mail a robertogresia@yahoo.it con i tuoi dati, indicami la fotografia e il formato di stampa desiderato.

Il COSTO delle Fotografie sarà interamente devoluto ( il costo delle stampe e delle cornici sarà a carico di uno sponsor che gentilmente ci ha offerto piena disponibilità nel coprire queste spese).

-A2 150€ + Spedizione
-A3+ 100€ + Spedizione
-A4 50€ + Spedizione

Il PAGAMENTO della Fotografia avverrà direttamente 
sull’IBAN di Under The Same Sky: IT86V0503433161000000000548
BANCO POPOLARE via A. Serbelloni 7/9 Gorgonzola (Mi)
causale: Buongiorno maestra!
Per ulteriori informazioni 3484077910

Roberto Gresia

 

 

 

Viaggiare e scrivere…

Lo prometto, tornerò presto a scrivere su questo blog

Tornerò presto a raccogliere le idee

tornerò preso a rileggere i miei scritti

Tornerò presto a postare nuovamente delle fotografie

Mi sento in viaggio, mi sto lasciando travolgere dagli avvenimenti, dal mio lavoro, dalle emozioni degli ultimi viaggi

Ripenso costantemente a questo blog, a questo buttar giù pensieri e fotografie. Mi manca e onestamente vorrei dedicargli più tempo.
Prometto Ritornerò presto.
Se volete nel frattempo seguitemi qui: Facebook  e Instagram

Norvegia 2017

Norvegia 2017

Metabolizzazione 2015 e Auguri di Buon Natale

Si dice spesso, al ritorno da un viaggio, di dover metabolizzare a meglio l’esperienza appena vissuta. Me lo son sentito ripetere più e più volte, sopratutto al ritorno dai viaggi in Somalia, quando ci si scontrava in una dura e pesante realtà… Il 2015 è stato per me un anno di metabolizzazione. Sono stato assente parecchio dai Social, ho condiviso poche foto, scritto pochi articoli sul blog, ma nn per questo mi son fermato a fotografare. Ho viaggiato abbastanza, Romania Grecia Irlanda e non ultima la Mongolia, di cui sto facendo mie le emozioni vissute.

Irlanda
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Romania
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Grecia
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Il progetto in Somalia ( www.underthesamesky.me ) sta proseguendo, con l’associazione abbiamo portato l’apertura della scuola ad altri 15 bambini, formando due classi da quasi 100 bambini… Dopo gli scontri del 22 novembre la situazione sta ritornando alla normalità anche se la situazione è comunque critica. Malattie, causate dalla mancanza di acqua potabile e violenze stanno ritornando a spargersi nei campi profughi.

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Con la speranza che tutto possa ritornare alla tranquillità dei mesi passati e che con il progetto si possa continuare a regalare un po’ di cultura e una vita normale ai bambini dei Campi Profighi di Galakayo, Vi auguro un Felice Natale e un buon 2016.
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Buon 2015

Osservo continuamente la Borsa.. Camere… Rullini… Esposimetro… Filtri… Guanti, brrrr penso ai -15 gradi che mi attenderanno… Faccio la conta di cosa ho e cosa manca… Parto per l’ennesimo viaggio, la mia voglia di non essere qui ma altrove ha ancora vinto… La voglia di conoscere ed osservare persone nuove ha ancora vinto… Sono un debole, sono un perdente, quando combatto contro il viaggio non riesco mai a sopraffarlo…

Nei prossimi giorni sarò alla scoperta dei Carpazi, dove freddo e gelo saranno i miei compagni di viaggio e faranno indubbiamente da cornice a questa avventura.

Vi auguro un buon 2015 se non ci dovessimo più sentire…

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Somalia, fotograficamente parlando.

 Somalia- Halabooqad

Cammino per il campo per rifugiati di Halabooqad con Hashi, Abdueli e i loro fidati AK-47, di fabbricazione russa, più comunemente chiamati Kalashnikov, dal nome dell’ inventore. I fucili di Hashi e Abdueli sono di terza o quarta mano, hanno molti anni alle loro spalle, i calci in legno portano i segni di continui sfregamenti, lunghe incisioni date dalla stagionatura del legno sono state stuccate e riverniciate. Li trattano con riguardo e cercano di curarli al meglio, li smontano e li rimontano in continuazione, li controllano e prima di ogni uscita sbloccano la sicura e mettono un colpo in canna. E’ il loro attrezzo del mestiere e il loro lavoro è proteggermi.

Abdueli, durante la visita al campo

Abdueli, durante la visita al campo

Abdueli, 35 anni, il capo del corpo sicurezza del Gecpd, gestisce e controlla tutte le guardie e i guardiani del centro, mi confessa che non ama portarsi in giro il fucile, attira troppe attenzioni.
Hashi, 28 anni, alto un metro e 85 magro è sempre elegantissimo, indossa giacca e camicia come se si stesse recando in ufficio, il sorriso stampato in faccia e il dito sempre pronto a indicarmi se posso e non posso fare qualcosa, voci di corridoio dicono che ha anche il dito sul grilletto facile, ma per mia fortuna non ne ho avuto la prova.
I miei primi passi nel campo non sono semplici, continuo a guardarmi intorno, cerco di osservare e di notare la reazione della gente. Per mia fortuna e più probabilmente anche per via del mio abbigliamento e del mio aspetto, mi scambiano facilmente per un arabo.

Hashi, durante la colazione con the bianco nel campo di Halabooqad

Hashi, durante la colazione con the bianco nel campo di Halabooqad

La reazione ad ogni incontro è uguale per tutte le persone. Mi notano, le donne si coprono e gli uomini si fermano e mi scrutano. Si stupiscono e reagiscono interessati al mio “Assalamu alaikum”, sono molto attratti da me, quando chiedo loro come si chiamano e come stanno in lingua somala. Incuriositi si avvicinano a me e cominciano ad osservarmi più intensamente. Scambiano battute e fanno domande ai miei due accompagnatori. I bambini sbucano da ogni parti, qualcuno piange spaventato, mentre qualcuno mi sorride e si avvicina per toccarmi.
Amo osservare la gente e cerco sempre di avvicinarmi moltissimo alle persone, molte volte mi chiedono se non penso di essere invadente, ma ho sempre pensato che per conoscere qualcuno ( o per fare buone fotografie) bisogna avere tanta faccia tosta, compensata da moltissima umiltà, ovviamente senza dimenticare la buona educazione.
La loro cordialità e l’ospitalità mi ha permesso di visitare molte loro case, di partecipare alle loro colazioni e di vedere come realmente vivono.

Purtroppo per motivi di sicurezza,  le mie uscite nel campo sono state rare e brevi. Prima di partire mi ero prefissato una certa linea guida per realizzare delle fotografie della vita nel campo, ma per ottenere ciò avrei avuto bisogno di moltissimo tempo per far abituare le persone alla mia presenza.

Un bambino spaventato dalla mia presenza, viene girato dalla madre.

Un bambino spaventato dalla mia presenza, viene voltato a forza dalla madre.